Una poltrona per due VS La vita è meravigliosa: quando un film di Natale rivela il suo Paese

di Lara Vallino

In molti si saranno chiesti perché, ad ogni singola vigilia di Natale, dal 1997, venga riproposto dalle emittenti Mediaset Una poltrona per due e, forse, anche perché ogni volta si prova la voglia di riguardarlo.

C’è chi dice: “Non è Natale senza…” questo cult anni ’80. Una scusa un po’ inflazionata, a dir il vero, ma che nasconde un fondo di verità. Il Natale piace a tutti, e non solo per i regali: è fatto di tanti piccoli e rassicuranti riti, in grado di trasportarci all’infanzia, a quando tutto ci sembrava più semplice.

E quindi avremo l’eterno ritorno del pranzo in famiglia, i maglioni con le renne (che dopo un anno nell’armadio hanno il loro giorno d’aria) e questo classico, tratto dai nostri anni preferiti. Perché alla fine è proprio questo il segreto del successo di Una poltrona per due: rappresenta gli anni ’80, quelli della bella vita, in quel Paese che ne è emblema. E il pubblico italiano ne rimane sempre abbagliato, attirato dalle paillettes.

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Così John Landis vedrà il suo film, che negli Stati Uniti uscì nel giugno del 1983, catalogato a classico di Natale ancora per molti anni, sebbene l’unico elemento natalizio sia il lurido costume da Babbo Natale sotto il quale Dan Aykroyd nasconde un pezzo di salmone.

Ma allontaniamoci da questa immagine infelice, e poniamoci la vera domanda: perché negli USA questa commedia non è minimamente considerata a Natale? Qual è il loro ritualistico film natalizio?

Ebbene, in America non è Natale senza La vita è meravigliosa di Frank Capra. E come dargli torto: questo non è un classico di Natale, è un CLASSICO. Abbiamo tutto: James Stewart, gli angeli e un lieto fine. Siamo nel 1946, un periodo in cui la gente sapeva dare il giusto valore ai soldi e agli affetti. La borsa era vista con sospetto e i milionari come Henry Potter (l’omonimia è sempre comica) erano tutti cattivi e avari. Un paese fondato su lavoratori onesti, mogli casalinghe, famiglie numerose e vita di provincia. L’America felice per gli americani, il porto sicuro in cui amano rifugiarsi nel periodo dell’anno che fa della tradizione il suo mantra.

Purtroppo è un classico poco conosciuto in Italia, forse giusto di nome, che ha trovato posto nella programmazione televisiva natalizia solo in tempi lontani, immemori ai più. Un film in grado di commuovere per l’ingenuità di quell’America che non ci ha mai affascinato, quella della gente comune, in grado però di racchiudere tutto lo spirito natalizio che si possa desiderare. Magari un giorno lo troverete programmato alla vigilia di Natale, ma forse ha ragione il nostro James: “Cosa vuoi Mary, vuoi la luna?”.

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