La vittoria è secondaria, quel che conta è la gioia

Durante la terza edizione del BIFF – ovvero il British and Irish Film Festival – è stato proiettato in lingua originale, l’anteprima italiana di Shooting for Socrates. La proiezione è stata preceduta da un’ introduzione del regista stesso che raccontava della nascita del progetto del film e soprattutto di come è nata l’adorazione per Socrates, giocatore del Brasile. Il film, ambientato a cavallo tra il 1985 e il 1986, racconta lo svolgersi della famosa partita di calcio tra la squadra dell’Irlanda del Nord e quella del Brasile, il tutto incorniciato dagli scontri accesi che avvenivano giornalmente tra cattolici e protestanti a Belfast. La narrazione segue il punto di vista di un ragazzino di 10 anni appassionato di calcio, che si approccia alla realtà delle rivolte senza apprenderne del tutto il significato, mentre la popolazione attende con ansia il passare dei giorni che li separa dal tanto atteso match.

Il valore del film sta proprio nel narrare con l’ingenuità dello sguardo di quel bambino, con leggerezza e avvenimenti comici dal gusto britannico, un avvenimento storico che ha portato l’Irlanda a grandi cambiamenti nel suo paese, ma soprattutto nel mostrare come – in quelle ore in cui si svolgeva dall’altra parte del mondo la partita che doveva segnare la rivalsa del calcio irlandese – gli scontri si siano fermati. Ancora una volta la potenza di uno sport di squadra come il calcio, aiuta ad eliminare le divergenze – anche se temporaneamente – e a unire persone dal credo differente attorno ad un unico e immaginario schermo dal quale poter seguire la squadra del cuore.

Come sostiene Socrates < Prima viene la bellezza, la vittoria è secondaria, quel che conta è la gioia > ; così malgrado tutto, i giocatori dell’Irlanda del Nord hanno seguito il suo consiglio e sono diventati baluardo di pace, anche se per poche ore.

Un altro elemento interessante è la scelta della colonna sonora prodotta dagli Snow Patrol, band inglese degli anni ’90 grande appassionata di calcio, che incornicia la vicenda attribuendogli uno stile vintage ineguagliabile, come la moda inglese di quegli anni.

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