TFF35: Dickens e l’invenzione del Natale

Chi non conosce Ebenezer Scrooge? Quel simpatico vecchino che minaccia i suoi dipendenti e rifiuta la carità agli indigenti di Londra durante le feste. Quello che ritroverà l’amore per l’umanità in seguito alla visita di quattro spiriti: l’ex socio Marley e i “Natali” passato, presente e futuro. Proprio lui. La reincarnazione della povertà di spirito secondo Charles Dickens nel suo Canto di Natale del 1843. Un’opera immediata, lineare, senz’altro moralistica. E subito popolare, in grado di attraversare indenne i decenni successivi prima sulla scena, poi in radio e al cinematografo. E infine, naturalmente, in televisione. Le versioni della storia, come le rivisitazioni, non si contano. Ma come è nato il progetto del romanzo? Ce lo racconterà The Man Who Invented Christmas (2017) del britannico Bharat Nalluri, proiettato nella sezione Festa Mobile del 35° Torino Film Festival.


Nell’attesa abbiamo pensato di ripercorrere il viaggio di Scrooge sul grande schermo, con attenzione particolare a quelle pellicole rimaste nell’immaginario collettivo o citate di frequente da coloro che se ne intendono certo più di noi. Di seguito un elenco non troppo esaustivo:

Scrooge, or, Marley’s Ghost (1901) è impossibile ignorarlo non fosse altro perché è il più antico adattamento sopravvissuto. Prodotto dal pioniere britannico R. W. Paul, è citato nei manuali per essere la primissima pellicola con didascalie testuali. I soli 3 minuti e mezzo pervenuti sono custoditi presso il British Film Istitute e mostrano un intreccio ridotto al solo spettro di Marley. Allo stesso anno, qualche mese prima, risale il primo adattamento in film da Dickens in assoluto ovvero The Deat of Poor Joe (1901) ispirato al romanzo a puntate Black House (1852).

Scrooge (1935) di Henry Edwards con Seymour Hicks, che aveva già interpretato il protagonista più volte a teatro e una volta al cinema nel 1913, è la prima versione sonora se non se ne conta una del 1928 andata perduta. La peculiarità di questa pellicola sta nel fatto che, a parte il fantasma del Natale Presente, gli spettri non sono mai rappresentati integralmente sullo schermo: Marley si vede solamente come volto sul battiporta, Natale Passato come forma indiscernibile e Natale Futuro il solo dito disteso a indicare. Molta parte del film si sofferma sull’atmosfera iniziale, la distinzione tra ricchi e poveri nella capitale, e la storia ne risulta tronca come l’omissione del signor Fezziwig.

Scrooge (1951) di Brian Desmond Hurst con Alastair Sim è considerato un classico delle feste, quasi al pari de La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra con James Stewart, ed è per molti persino la miglior trasposizione da Dickens in assoluto. L’attore fu elogiato per la sua sfaccettata interpretazione del personaggio, che fino a quel momento era stato visto come un monocorde musone. Il caratterista Peter Bull contribuisce come narratore leggendo porzioni di testo all’inizio e alla fine del film, ma appare anche impersonando un cinico uomo d’affari al funerale.

Scrooge (1970) di Ronald Neame con Albert Finney è la prima versione in musical della storia dickensiana, girato in Panavision dal produttore di Grandi speranze (1946) e Oliver Twist (1948) di David Lean. Troviamo Sir Alec Guinness, presente anche nei due film citati, qui nel ruolo del fantasma di Marley. Il film ottenne quattro candidature all’Oscar, compresa quella alla Miglior Canzone Originale per “Thank You Very Much”, e Finney vinse un meritato Golden Globe.

Il corto Mickey’s Christmas Carol (1983) di Burny Mattinson è la versione animata Disney del romanzo con Paperon De’ Paperoni nel ruolo di Scrooge. Se non l’avete visto, vi siete persi un mucchio di risate ed emozioni. Tra i personaggi ricompaiono alcune figure soprattutto dell’universo di Topolino e dei classici Le avventure di Ichabod e Mr. Toad (1949) e Robin Hood (1973). Forse gli appassionati ameranno sapere che si tratta dell’unico corto in cui fu coinvolto John Lasseter come animatore prima che questi passasse alla Lucasfilm e in seguito fondasse i Pixar Animation Studios.

Scrooged (1988) di Richard Donner con Bill Murray è un riadattamento modernizzato in commedia del romanzo, ambientato a New York e incentrato su un cinico e arrogante produttore televisivo che ritrova la ragione grazie all’intervento degli spettri. Il film, come era facile intuire, è colmo di richiami a Ghostbusters (1984) di Ivan Reitman, che ha avuto enorme successo pochi anni prima. La frase di lancio fu “Bill Murray is back among the ghosts, only this time, it’s three against one!”.

The Muppet Christmas Carol (1992) di Brian Henson è il quarto dei film musicali realizzati con i pupazzi nati dalla mente di Jim Henson, cui è dedicata la pellicola. Una versione paradossalmente molto vicina al testo dickensiano, con protagonista un ispiratissimo Michael Caine. Il Grande Gonzo e Rizzo il Ratto ci accompagnano con siparietti comici lungo una narrazione che in più di un’occasione commuove e fa riflettere. Belle tutte le canzoni e solido il comparto scenografico. Progetto corale se lo spettro di Marley si sdoppia a vantaggio del sarcarmo di Statler e Waldorf, mentre Cratchit e consorte sono affidati ovviamente agli “amorosi” Kermit la Rana e Miss Piggy. Il resto dei personaggi contribuisce a mo’ di coro e l’insieme ne guadagna in puro stile broadwayano.

A Christmas Carol (2009) di Robert Zemeckis con Jim Carrey è la terza operazione Disney intorno al racconto di Dickens nonché la più rilevante tra le recenti trasposizioni. Realizzato in animazione computerizzata 3D, vede l’attore nelle vesti di Scrooge ma anche dei tre fantasmi di Natale. In ruoli di supporto troviamo Gary Oldman, Colin Firth, Bob Hoskins e Robin Wright. Il regista non è nuovo a questa tecnologia in quanto aveva realizzato Polar Express (2004) con Tom Hanks, anche se qui il lavoro sulla tridimensionalità raggiunge un diverso livello di elaborazione per quelli che Zemeckis stesso ha definito “viaggi nel tempo”. Scontato dire che è un ritorno al futuro.

Il film di Nalluri sarà visibile venerdì 1, ore 19.45, e sabato 2, ore 11.30/19.45, in sala Massimo 1

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