Mondi distopici e dove trovarli

In questo secondo appuntamento della rubrica Mondi distopici e dove trovarli si affronterà un tema principale e fondativo nella complessità delle visioni distopiche del mondo: il corpo.

Se nel primo appuntamento abbiamo affrontato il tema della riproduzione, forse è necessario fare un passo indietro e snocciolare le questioni che sono legate alla corporalità – o alle forme della corporalità –  che si potranno assumere in un ideale mondo futuro.

Infatti diversi registi scelgono di mantenere la forma iconica del corpo umano, ma di modificarne l’essenza: come accade in Ghost in the Shell (2017) di R. Sanders ; la particolare pellicola è ispirata all’omonimo manga giapponese del 1989 di M. Shoirow, il quale era solito inserire dei commenti a piè di pagina per dare indicazioni precise ai suoi lettori sull’intricato sfondo politico e sociale in cui era ambientato il fumetto.

Nel film, la protagonista Scarlett Johanson ha un incidente in seguito al quale viene trasformata in un cyborg. Diventa così un soldato perfetto in grado di stanare il terrorismo dilagante; il suo corpo però non è più lo stesso e la protagonista fa fatica a riconoscersi allo specchio. L’unica cosa che non è cambiata sono i suoi ricordi, ma la difficoltà sta nel recuperarli. I suoi superiori – mentendo – le comunicano che essendo diventata un cyborg con il solo scopo militare, il suo passato è stato rimosso. In realtà, come in un romanzo di formazione, Scarlett – nel film Mira – ripercorre i momenti salienti della sua vita ricostruendola e ripercorrendola fino al momento antecedente l’incidente.

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Sembra proprio che Scarlett abbia il volto giusto per interpretare questi ruoli: qualche anno prima interpreta Lucy (2014) di L. Besson . La protagonista dopo aver ingerito un’abbondante dose di una nuova droga sintetica, acquista straordinarie capacità fisiche e mentali. La sua mente viaggia ad una velocità fuori dal comune, dal tempo e dallo spazio e la sua intelligenza è diventata artificiale.

Purtroppo a causa della droga che circola nel suo corpo, Lucy è costretta a trasferire tutte le sue conoscenze acquisite in una semplice pen drive: il suo corpo si trasforma in milioni di cavi che trasportano le informazioni e che prendono forma per osmosi con gli oggetti tecnologici della stanza in cui si trova. Alla fine del film il corpo di Lucy è diventato fisicamente intercambiabile con un oggetto tecnologico di uso quotidiano.

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Simile è la concezione del corpo di Laeta Kalogridis in Altered Carbon, la serie Netflix. Qui i protagonisti sono veri e propri esseri umani, ma con una piccola particolarità: i loro corpi sono solo degli hard disk che contengono la loro identità umana. La particolarità di queste serie – ispirata all’omonimo romanzo cyberpunk Bay City di Richard K. Morgan – è la mole di dettagli che vanno a creare la base di questa nuova società distopica che rende gli esseri umani quasi immortali: dopo la morte infatti grazie all’immagazinamento digitale umano, ricordi e coscienza possono passare da un involucro umano ad un altro. Un gioco di matrioske che ruota intorno alle pile corticali – inserite nella spina dorsale – e la possibilità di farle viaggiare e di trasferirle da un pianeta ad un altro.

Cosa accadrà quindi al corpo umano? Come sostiene David Lyon ne La società sorvegliata, la scomposizione di una persona in data dissolve il corpo umano in dati tecnologici, e sono proprio le nuove tecnologie a provocarne questo smembramento. Il corpo quindi sarà un’immagine tecnologicamente perfetta ed identificabile in un clone, subendo così la spettacolarizzazione e la vetrinizzazione e divenendo solo un packaging da mettere in mostra.

 

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Autore: GiorgiaLodato

Studentessa di cinema e appassionata di commedia all'italiana e cinema postmoderno.