“We’ve Seen Things”: visioni da un Futuro ormai arrivato

Sembra ormai passato tanto tempo da quando nel lontano 1982 faceva la sua comparsa un film che diede una visione del Futuro non esattamente idilliaca, in un periodo in cui il mantra era il sorridere, sperare ed essere ottimisti, sempre.

Un Futuro che inquietava, intristiva, deprimeva negli anni dell’edonismo, dell’ostentazione, della speranza a tutti i costi. Ci vide lontano Ridley Scott? Esaminando il nostro pianetucolo diciamo che in molte cose ha visto lungo, altre le ha forse esagerate un po’, ma in generale il quadro poco edificante messo in scena tre decadi fa si è avverato (sovraffollamento, inquinamento, le megalopoli invivibili che si possono “ammirare” in Oriente o nel Sud America esistono, mancano forse i Replicanti, o forse no) e si ha l’impressione che il peggio debba ancora arrivare.

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Film sotto l’ombrellone. La bella stagione al Cinema

Il sole, il caldo, le assolate spiagge o la città torrida. Anche l’Estate è stagione ricca di avventure cinematografiche, dove ogni genere trova il suo spazio e ogni emozione spicca il volo.

Pensiamo alla bella stagione e subito ci vengono in mente acque cristalline e cocktail ghiacciati, magari torniamo con la memoria agli anni liceali, nei quali all’ultima campanella dell’ultimo giorno, esplodevamo di gioia per i tre mesi di (compiti a parte) sollazzo che ci attendevano. La Settima Arte ha usato questa sorta di emozione comune in decine e decine di pellicole, mettendo al centro le follie estive di adolescenti o giovani adulti alle prese con avventure amorose o qualche guaio da cui cavarsi.

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“La Guerra dei Cafoni”, due chiacchiere con Daniele Di Gennaro

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di Matteo Merlano

Un film che parla molto di Storia e di ricordi d’infanzia. Il 1975 ha rappresentato molto per l’Italia: l’evasione di Curzio, gli Anni di Piombo, gli scioperi. Ambientare le storie di questi ragazzi in quell’anno è stato quasi necessario per la narrazione del film.”

Ha esordito così ai nostri taccuini il produttore Daniele di Gennaro che, insieme a Minimum Fax Media e ai registi Davide Barletti e Lorenzo Conte, ha portato lo schermo l’adattamento del romanzo di Carlo D’Amicis La Guerra dei Cafoni, che ci spedisce in un’assolata e torrida estate di metà Anni Settanta, in una Puglia che sembra tratta da uno strano e illuminatissimo Far West, in cui due gruppi di ragazzi mettono in scena quella che era la lotta di classe in un’Italia che si stava spaccando dopo gli anni del Boom. Continua a leggere ““La Guerra dei Cafoni”, due chiacchiere con Daniele Di Gennaro”

A new Italian Wave? Quando il Cinema italiano strizza l’occhio al lato spettacolare

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di Matteo Merlano

Di solito quando sentiamo parlare di cinematografia italiana pensiamo ai tempi d’oro del Neorealismo o della Dolce Vita felliniana con i suoi divi e i suoi ambienti da cartolina, al cinema di Genere anni Settanta/Ottanta che tanto successo ha riscosso soprattutto Oltreoceano, alle terrificanti commediacce e cinepanettoni che inondano periodicamente le nostre sale o ai drammi strappalacrime di famiglie distrutte o malati terminali.

Da qualche anno a questa parte questa visione un po’ stereotipata ma veritiera del cinema nostrano, è stata finalmente messa in discussione con una serie di titoli che hanno “messo in crisi” critica e pubblico e, sotto molti aspetti, spiazzato l’opinione che ci si è fatta del nostro modo di fare e fruire la Settima Arte.

Un processo che affonda le radici nei precedentemente citati anni Settanta e Ottanta nei quali, a nostro modo, si cercava di realizzare un cinema di genere e commerciale pensato quasi esclusivamente per il mercato anglosassone. Intramontabili le derive trash di titoli che pescavano a piene mani da successi americani e che ne avevano ambizione di sequel (con conseguenti processi e cause per plagio che puntualmente venivano perse dai nostri cineasti). Esempio lampante fu Alien 2 – sulla terra, diretto da Ciro Ippolito e che del film di Scott ne prendeva solo il titolo per strappare qualche biglietto in più in sala. Continua a leggere “A new Italian Wave? Quando il Cinema italiano strizza l’occhio al lato spettacolare”

Verso Sottodiciotto – Once upon a Time in Childhood

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di Matteo Merlano

La bella stagione è giunta ormai e, in questo mite inizio aprile, arriva a Torino il Sottodiciotto Film Festival & Campus con il suo carico di film, incontri e avventure. Badate non si usa il termine “avventure” a caso, perché un festival di Cinema per ragazzi porta con sé una buona dose di sano, misterioso, incontrollabile, sognante spirito avventuroso.

Non possiamo non rimembrare i pomeriggi estivi di quando eravamo bambini, in cui si scorrazzava in giro in sella ad una bicicletta con i nostri amici e, in fondo, ci sentivamo un po’ come i Goonies. Magari speravamo di trovare davvero una mappa nella soffitta di un nostro amico per vivere un’avventura che mai avremmo dimenticato, a caccia di Willy l’Orbo e del suo tesoro. Continua a leggere “Verso Sottodiciotto – Once upon a Time in Childhood”

SOTTO18 – Dialogando con Ian McEwan

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di Elisa Cuter

L’Amleto di Shakespeare da dentro l’utero di Gertrude: così si potrebbe riassumere e spiegare in poche parole l’ultimo romanzo di Ian McEwan. Ma Nutshell (o Nel guscio, come è stato tradotto in italiano), è anche molto altro: un esperimento narrativo ardito, un’occasione per parlare del nostro presente dal punto di vista di un “narratore affidabile” (un feto, estraneo agli intrighi pubblici e privati a cui assiste), il ritorno di un autore tra i più amati e importanti della contemporaneità, che aggiunge un nuovo tassello, breve nella forma ma fondamentale per comprenderne la grandezza, alla sua prolifica opera.

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IL NUBILOSO TRITTICO DEL POTERE: COME SOKUROV RAPPRESENTEREBBE DONALD TRUMP O KIM JONG-UN

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di Alessandro Arpa

Il mondo ci mette continuamente alla prova. Perché il mondo ha una sua intelligenza, lontana dalle logiche umane e per questo invisibile ed inafferrabile. Incorruttibile, la mente che muove il mondo concede solo una tragica possibilità all’uomo sordo: dichiararle guerra. Ed ecco comparire l’Ignoranza, sovrana dei mali terreni, imperatrice del barbaro costume umano. La si vede tronfia sedere su un trono tempestato di ingiustizie e insudiciato da macchie, i nei della Storia. Divertita mina la serenità del mondo con i suoi fidi compagni di avventura, strani esserini carismatici che riducono in cenere le morali universali, le stesse che ci rendono uguali nella diversità. Ridotti alle ossa, conosceremo la fratellanza in prossimità della morte, nella sua condivisione, vittime di un ingorgo la cui unica via di uscita pare essere la fine.

Il lavoro condotto da Sokurov nella trilogia sul potere, composta dai lungometraggi Moloch, Taurus, The Sun (rispettivamente del 1999, 2001, 2005), è un atto di denuncia verso quei dittatori che hanno regalato pagine angoscianti e tristi alla storia mondiale e milioni di salme su cui posare la nostra memoria o piantare le nostre lacrime. Che possano mai, nel futuro, crescere rigogliosi e verdeggianti alberi, forti e saggi -non come noi- e sbocciare fiori dai colori vividi che rimandino a quella bellezza sconosciuta che è tipica dei regni costruiti sulla giustizia e sulla pace. Continua a leggere “IL NUBILOSO TRITTICO DEL POTERE: COME SOKUROV RAPPRESENTEREBBE DONALD TRUMP O KIM JONG-UN”