Francesco Giai Via racconta la 34° edizione di Annecy Cinéma Italien

Arriva oggi l’apertura del Festival Annecy Cinéma Italien, con la proiezione del film Amore e Malavita dei Manetti Bros verrà dato il via alla storica manifestazione cinematografica.

Francesco Giai Via, critico cinematografico, membro del comitato artistico del Torino Film Festival e responsabile della programmazione del festival CinemAmbiente di Torino, è il nuovo direttore artistico del Annecy Cinéma Italien. Persona molto disponibile, quale è, ha accettato di rispondere a qualche domanda per illustrare novità e valori di questo storico festival e della sua 34° edizione. Continua a leggere “Francesco Giai Via racconta la 34° edizione di Annecy Cinéma Italien”

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S’Onda Noa

La Sardegna: isola famosa tra le mete turistiche e amata sin dagli inizi dalla settima arte, nel 1916 Febo Mari girò il suo lavoro Cenere proprio su questa isola. La web serie Quella sporca sacca nera, prodotta qualche anno fa da Mauro Aragoni, racconta l’isola del West italiano molto amato dai registi nostrani e dal pubblico Americano. Ma la Sardegna cinematografica è molto di più che polvere e pistoleri, e gli ultimi anni ne sono testimonianza. La storia, la cultura e le tradizioni hanno rianimato il cinema sardo, che se visto sotto un ottica alla “Nouvelle Vague” potremmo anche definire come un nuovo spirito cinematografico: S’onda noa (La nuova onda).

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Ai confini tra jazz e cinema

Miles Davis

di Camilla Lasiu

Dal 2012 il 30 aprile è la giornata internazionale del jazz e, anche se con qualche giorno di ritardo, anche la settima arte ha da dire la sua al riguardo.

Dalle sue origini il jazz non è solo una forma musicale. Attraverso le sue note improvvisate e sprezzanti, riesce a creare un immaginario di ombre, passione, tenerezza, odio, criminalità, paura, ribellione, libertà e armonia.

Questo immaginario è stato catturato dal cinema e rielaborato, secondo il processo di creazione, in film. Negli anni ottanta inizia a diramarsi tra i vocaboli di cinema un nuovo termine, che indica una tendenza cinematografica specifica: il jazz-cinema.

La prima apparizione del jazz sul grande schermo risale al 1927, l’anno in cui venne prodotto The jazz singer (Il cantante di jazz) diretto da Alan Crosland. Purtroppo, in questo film di jazzistico c’è solo il titolo in quanto sono presenti solo canzoni e oltretutto è di matrice Broadwaiana. Continua a leggere “Ai confini tra jazz e cinema”

Buon Compleanno Belmondo!

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di Camilla Lasiu

Jean-Paul Belmondo è un figlio d’arte: madre pittrice e padre scultore, appartenenti alla borghesia francese anni cinquanta. Belmondo si tiene ben lontano dagli studi liceali e si lascia trasportare dalla passione per la boxe, che gli lascerà il ricordo di un bel naso rotto. Non a caso, nel 1978, lo scrittore Miro Silvera lo definì “un dio greco che aveva preso troppi pugni”.

Dalla sua esperienza di boxeur impara che ciò che lo spinge a combattere ogni volta è il desiderio di apparire tra gli altri, non tanto la vittoria. Così, grazie alle conoscenze del padre Paul, viene inserito nei corsi del Conservatorio Nazionale d’Arte Drammatica di Parigi. Al secondo tentativo riesce a diplomarsi come attore e ha inizio il suo apprendistato in teatro, per il quale recita L’avaro di Molière e il Cyrano de Bergerac di Rostand. Continua a leggere “Buon Compleanno Belmondo!”

Il teatro sta al cinema come il cinema sta al teatro

Sing

di Camilla Lasiu

La crescita esponenziale della produzione di lungometraggi animati deve molto al cinema in generale. Negli anni, in particolar modo dagli anni ’80 e quindi da Don Bluth, il cinema d’animazione ha inserito nel proprio vocabolario filmico le inquadrature, gli stili di ripresa, il montaggio animato come montaggio ritmato di sequenze intrinsecamente filmiche, l’abbandono dei fondali dipinti ha permesso di rendere più reale un’ambientazione completamente fantastica (nell’accezione in cui la tipologia stessa del cinema d’animazione trasforma la realtà attraverso i disegni e/o le grafiche digitali).

Nel film Sing, prodotto dalla Illumination Enterteiment, si trova un grande omaggio al teatro, in un periodo in cui il teatro ha cambiato diverse forme e aspetti di creazione, ma si trova anche un forte omaggio al cinema muto e al nuovo cinema.

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Trainspotting 2, a volte ritornano…

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di Camilla Lasiu

Mark Renton ha “scelto la sua vita” ad Amsterdam, ma non è andata come sperava e adesso è tornato indietro tra le braccia degli amici carichi di vendetta. Ma è davvero possibile fare un salto nel 1996 e ritrovare l’inferno poetico del regista Danny Boyle e la fittizia oppressione borghese?

A mio parere non è assolutamente possibile e in questo senso il film non è un vero sequel, esso diventa l’immagine in movimento della nostalgia vintage in cui oggi viviamo. In questo marasma di mode e stili di vita anni ’80 i quattro protagonisti del film, che ha fatto le nostre adolescenze e lasciato un segno indelebile nel cinema moderno, tornano all’assalto della vita.

Dopo ben 21 anni possiamo finalmente affermare che “a volte ritornano”, quando meno te lo aspetti aggiungerei! Continua a leggere “Trainspotting 2, a volte ritornano…”

Autobahn, un film totalmente Fuori controllo

autobahn-fuori-controllodi Camilla Lasiu

Casey (interpretato da Nicholas Hoult) è un giovane corriere della droga, alle dipendenze del gangster tedesco Geran (interpretato da Ben Kingsley). Casey bazzica tra rave e discoteche nell’Europa del Nord, incontra Juliette (interpretata da Felicity Jones) e per lei e il loro amore abbandona la droga e abbandona Geran. Tutto crolla quando il giovane trafficante scopre che Juliette necessita di un trapianto del rene, ma i due innamorati non hanno i soldi per pagare l’intervento. Da qui tutto diventa frenesia, respiro sincopato, paura e adrenalina. Casey accetta di lavorare un’ultima volta per Geran e mette in atto una rapina ai danni del boss della droga tedesco Hagen (interpretato da Anthony Hopkins).
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