L’Arabia Saudita (ri)scopre il cinema?

Haifaa Al-Mansour, Mahmoud Sabbagh, Hisham Fageeh. Ma anche Wadjda e Barakah: sono ancora pochi i nomi (di persone reali o di personaggi inventati) a cui pensare quando (raramente) ci si confronta con il cinema in Arabia Saudita. Ma presto, forse, le cose potrebbero cambiare.

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Il cinema di Luciano De Crescenzo

L’uscita in dvd del documentario Così parlò Bellavista (2017) è l’ottimo pretesto per rivisitare la breve ma significativa carriera cinematografica dello scrittore-regista-sceneggiatore-attore napoletano Luciano De Crescenzo.

Nascosta dal suo successo letterario (25 titoli, 18 milioni di copie vendute nel mondo in 25 paesi) e dalle sue frequentazioni televisive, la vita cinematografica di Luciano De Crescenzo conta quattro film da regista, altri due (oltre ai suoi) da sceneggiatore e una decina di apparizioni totali davanti alla macchina da presa.

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Cinema e tennis, amore all’improvviso?

Il cinema ha sempre faticato a raccontare “degnamente” lo sport, quale che fosse la disciplina prescelta: ci sono molti film su personaggi, veri o immaginari, ma in pochissimi casi le gesta sportive sono state degne dello spettacolo dal vivo… Ci sono sport più adatti (la boxe, dicono in molti), altri più complessi da rendere (il calcio, opinione diffusa), e altri quasi ignorati nonostante un elevato numero di appassionati in tutto il mondo. Quali? Il tennis, per esempio. Almeno fino all’anno domini 2017.

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Padre, madre e figlie: noi siamo i Deutch

In principio il cognome Deutch era (cinematograficamente) associato al solo nome di Howard, regista classe 1950 che iscrive il suo nome nella storia del cinema popolare USA con la sua opera prima, “Bella in rosa (Pretty in pink)” del 1986, tratto da uno script di John Hughes e interpretato dalla star del momento, Molly Ringwald.

Le commedie adolescenziali cambiano la vita di Deutch anche dal punto di vista personale: è il 1987, il regista è al lavoro sulla sua opera seconda, “Un meraviglioso batticuore (Some kind of wonderful)“, e si innamora – vita e sinossi che si intrecciano… – della sua co-protagonista, Lea Thompson (nota soprattutto per la sua partecipazione a “Ritorno al futuro“). I due si amano e si sposano, dal loro matrimonio nascono prima Madelyn e poi, nel 1994, Zoey, destinate a seguire la carriera di famiglia.

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Eleanor, Talia, Sofia. O “dell’infinita dinastia Coppola”

Giugno 2017 vede l’uscita in sala in Italia di “Parigi può attendere“, film d’esordio nella fiction (a 80 anni!) di Eleanor Jessie Neil, classe 1936 (figlia di Bill, al lavoro sugli effetti speciali in filmetti come “L’impero colpisce ancora”, “Il ritorno dello Jedi” e l’originale “Ghostbusters”…).

Eleanor dal 1963 è la moglie di Francis Ford Coppola ed è quindi più nota nel mondo del cinema come Eleanor Coppola, già regista di un paio di documentari storici (“Heart of Darkness” e “Coda“, entrambi dedicati alla faticosa esperienza di set durante “Apocalypse Now“).

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4 film-simbolo del cinema Mexico, una sala “alla riscossa”

Michele Rho ha diretto il documentario “Mexico! Un cinema alla riscossa“, storia della mitica monosala milanese capace negli ultimi decenni di resistere, rimanere aperto e anche di lanciare film, mode e personaggi. Simbolo di tutti gli esercenti italiani che provano a fare cultura mostrando cinema di qualità, nonostante tutto. Abbiamo scelto alcuni titoli diventati emblema della storia del Mexico.

1- THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW

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Rileggendo “I’m Not There” di Todd Haynes

“(…) Se Dylan può dire che ‘quando mi sveglio sono una persona, e quando vado a dormire so con certezza di essere qualcun altro’, allora perché non scomporne vita, passioni e idee in tanti personaggi diversi, affidando ad ognuno il compito di raccontarne e di illustrarne un aspetto particolare? (…) Un omaggio pieno d’amore e di citazioni non sempre facilissime da decifrare (…) illuminato da un gruppo d’attori in stato di grazia, su cui svetta una straordinaria Cate Blanchett (…)” [Paolo Mereghetti, Corriere della Sera, 5/9/2007]

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