TFF35: Zombie e redenzione nella 35esima edizione

After Hours è la sezione, all’interno della 35esima edizione del Torino Film Festival, che potremmo definire di genere, horror ma anche splatter,  con film che farebbero invidia a Quentin Tarantino. Il primo da nominare è Les Affamés di Robin Aubert. Il film è costruito attorno ad una trama classica sull’apocalisse zombie: personaggi con un passato poco caratterizzato che fuggono da una cittadina, in questo caso canadese. Il contagio avviene sempre tramite un morso, ma si manifesta come una malattia: dopo qualche giorno di incubazione infatti, il contagiato comincia ad avvertire mal di testa e nausea e solo dopo qualche altro giorno di agonia si paleserà l’infezione.

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TFF5: Luoghi e memoria in ONDE

Il filo rosso che lega alcuni dei film della sezione Onde della 35esima edizione del Torino Film Festival è la coscienza che si ha di sé in quanto individui e quella che costruiamo con i luoghi che ci appartengono. I protagonisti di questi film sentono il peso della consapevolezza del sé e quella di appartenere ad un mondo che – però –  non li rispecchia veramente; l’unico modo per affrontare la realtà è quello di aggrapparsi ai ricordi personali e alla memoria collettiva del passato.

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La vittoria è secondaria, quel che conta è la gioia

Durante la terza edizione del BIFF – ovvero il British and Irish Film Festival – è stato proiettato in lingua originale, l’anteprima italiana di Shooting for Socrates. La proiezione è stata preceduta da un’ introduzione del regista stesso che raccontava della nascita del progetto del film e soprattutto di come è nata l’adorazione per Socrates, giocatore del Brasile. Continua a leggere “La vittoria è secondaria, quel che conta è la gioia”

Darren Aronofsky – Un viaggio nell’inquietudine

Sorprende come nell’ultimo film di Darren AronofskyMother! – manchino le tecniche da lui tanto amate come lo split screen o le carrellate di immagini dal taglio breve, inserite qua e là nella narrazione. Il regista usa queste tecniche figlie del cinema (post)moderno con un’indole del tutto nuova: infatti, se un regista come Michel Gondry in film quali Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004), L’arte del sogno (2006) o ancora Mood IndigoLa schiuma dei sogni (2013) usa lo split screen e altre relazioni visuali innovative per creare uno stretto legame confidenziale con lo spettatore e un’immersione in una realtà onirica e irreale fatta di sogni e desideri – il regista statunitense, invece, le usa per creare un climax ascendente nel percorso della visione. Continua a leggere “Darren Aronofsky – Un viaggio nell’inquietudine”

LOVERS32 – Intervista a Irene Dionisio

Giugno 2017 segna l’esordio alla direzione del Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions (ex Torino Gay & Lesbian Film Festival) della regista Irene Dionisio. L’abbiamo intervistata nelle ore precedenti l’inaugurazione dell’evento, in programma fino al 20 giugno. Le differenze nel dirigere un film e un festival, un parere sulla selezione e 5 film consigliati.

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I FILM DI XAVIER DOLAN

XAVIER DOLAN

di Giorgia Lodato

Xavier Dolan inizia la sua carriera nel cinema recitando prima in spot pubblicitari e cortometraggi, poi diventando il protagonista dei suoi stessi film. I primi lungometraggi del regista hanno un non so che di autobiografico e affrontano il delicato tema del rapporto tra madre e figlio, costante elemento dei suoi film.

Un altro tema di derivazione autobiografica è l’omosessualità: fin da J’ai tué ma mère Dolan interpreta un giovane ragazzo alle prese con la sua nuova sessualità e la difficoltà di farsi accettare dagli altri, in particolare dalla madre con la quale ha un rapporto molto burrascoso. Il tema viene ripreso anche nel suo secondo film  Les Amours imaginaires e sviscerato però in modo diverso : sessualità a confronto quella di un uomo e di una donna – amici – innamorati dello stesso ragazzo.

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Le donne di Antonio Pietrangeli

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di Giorgia Lodato

Antonio Pietrangeli è stato spesso definito come il regista delle donne, in quanto nei sui film le protagoniste vengono mostrare nell’affrontare la vita di tutti i giorni in modi totalmente differenti dal consueto modo di descrivere le donne. Queste infatti rompono con la tradizione: sono donne indipendenti e forti che vogliono realizzarsi e “cavarsela” usando solo le proprie forze, senza cedere alle forza maschile.

Le donne di Pietrangeli si trovano a percorrere una strada diversa da quella delle donne neorealiste, ma anche da quelle della commedia all’italiana: le pellicole del regista mostrano spaccati amari di una società che sta cambiando e di coloro le quali tentano – invano – di stare al passo con i tempi, nonostante la dimensione patriarcale sia ancora dominante sulla figura femminile.

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