La La Land: quando la colonna sonora sopravvive al film

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Pochi sono i casi nella storia del cinema in cui un film viene ricordato più per la colonna sonora che per la trama o l’attore famoso: La La Land è uno di questi. Perché sì, ci sono dei volti noti (Emma Stone e Ryan Gosling) e la trama per quanto convenzionale è accattivante, ma è solo quando sentiamo Another Day of Sun che i nostri occhi si illuminano e pronunciamo: “La La Land!”, in un misto di orgoglio e gioia per averla riconosciuta.

Complici, forse, le numerose pubblicità che l’hanno adottata: in primis la Tim, che dopo aver scelto come testimonial il ballerino Sven Otten, ha deciso di aggiungere un’ulteriore elemento artistico, attingendo direttamente al film che ha vinto 6 statuette agli Oscar 2017 (seppur non quella per il Miglior Film). Ma si aggiungono anche Sky nel promuovere la sezione cinema, e addirittura Mediaset per lanciare il reality L’isola dei Famosi e dire: “finitela con questo cinema”. Che blasfemia.

Per quanto sia stata usata/sfruttata a sproposito, rimane il fatto che, ormai, sia diventata iconica. In passato ci sono stati dei casi simili, che è giusto ricordare: Greese con praticamente tutta la sua colonna sonora, ma citiamo We Go Together per metominia. E ancora Footloose nel film omonimo, What a Feeling in Flashdance, The Time of My Life in Dirty Dancing. Tutti film anni ’80 che avvalorano la tesi che sì, gli anni ’80 sono tornati di moda in tutto il loro sbrilluccichio.

Probabilmente La La Land entrerà nel parlato comune, anche tra coloro che magri non hanno mai visto il film o l’hanno odiato, grazie a questa canzone e qualche passo di danza in un vestito giallo copiato da Singing In The Rain. Dire che è riduttivo, vista la portata del film, è superfluo, ma oggigiorno, riuscire a far ricordare al pubblico il Laitmotiv di un film è già una conquista, di cui il cinema deve andar fiero.

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The Family Man: concediamoci un po’ di dolcezza a Natale

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Il 22 dicembre 2000 usciva negli Stati Uniti The Family Man, titolo che detto così non richiama nulla alla memoria. Per intenderci, stiamo parlando di quel film di Natale con Nicolas Cage che vagamente somiglia a La vita è meravigliosa di Frank Capra. Ancora nulla? Non preoccuparti, è assolutamente normale. Non si tratta di uno strano film di nicchia coreano, il vero problema di questo film è che è assolutamente buonista e anonimo. Insomma il tipico film di Natale che si guarda dopo 5 ore di pranzo. Tuttavia si merita tutta la nostra attenzione perché ha avuto l’ardire di uscire nelle sale cinematografiche nel periodo natalizio, quando, ammettiamolo, la gente preferisce le commedie sessiste che si fingono apolitiche.

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Vincent Cassel compie 51 anni

Vincent Cassel, classe 1966, è uno di quegli attori di cui si può dimenticare il nome ma, di certo, non il viso. Un’icona del cinema francese, un sex symbol, l’ex marito di Monica Bellucci: difficile decidere grazie a cosa sia diventato famoso. Poco importa, perché lui è diventato quello che Hugh Grant è per l’Inghilterra: un’icona di “francesità” nel cinema internazionale e, aggiungerei, nell’immaginario collettivo.

Ovvio ci sono molti attori francesi d’indubbia bravura, pluripremiati, ma la cosa più interessante da sottolineare è che Vincent Cassel è il più famoso, nonostante non sia il più bravo e abbia all’attivo solo due premi: un César alla migliore interpretazione per Nemico Pubblico N. 1 – L’istinto di morte (Mesrine: L’instinct de mort2009) [vedi video] e un Canadian Screen Award per la migliore interpretazione da non protagonista per È solo la fine del mondo (Juste la fin du monde2017).

Non si tratta di un elogio della mediocrità: il pubblico ama Vincent Cassel e, al cinema, il pubblico è l’unico sovrano. Non guarda i tecnicismi, i premi vinti o le collaborazioni impegnate, è spinto da quello che ogni critico faceva all’inizio della sua carriera da cinefilo: segue le proprie sensazioni. E Vincent Cassel ha quel je ne sais quoi che piace. Tanti auguri Vincy!

Scena tratta da Nemico Pubblico N. 1 – L’istinto di morte

 

Una donna fantastica: il nuovo film di Sebastián Lelio

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Cosa accomuna Sebastián Lelio e Pablo Larraìn? Si sa, sono due registi originari del Cile, nazione emergente nel panorama cinematografico, ma un altro elemento li unisce: entrambi hanno partecipato al nuovo film Una donna fantastica (Una mujer fantástica) (2017) in uscita in Italia il 19 ottobre. L’uno in veste di regista, l’altro in quella di produttore, entrambi sono fautori di uno stile inconfondibile e amato, che ha permesso ad Una donna fantastica di aggiudicarsi l’Orso d’argento per la Migliore Sceneggiatura al Festival di Berlino 2017.

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Una poltrona per due VS La vita è meravigliosa: quando un film di Natale rivela il suo Paese

di Lara Vallino

In molti si saranno chiesti perché, ad ogni singola vigilia di Natale, dal 1997, venga riproposto dalle emittenti Mediaset Una poltrona per due e, forse, anche perché ogni volta si prova la voglia di riguardarlo. Continua a leggere “Una poltrona per due VS La vita è meravigliosa: quando un film di Natale rivela il suo Paese”