Christopher Walken: sardonico, eccentrico, iconico

Stiamo per parlare di uno degli attori che più hanno influenzato Hollywood dagli anni Settanta ad oggi. Una persona che ha usato spesso la sua immagine, non proprio rassicurante, per portare sullo schermo personaggi instabili, inquietanti, persino pericolosi. Un viso iconico per la Settima Arte: Christopher Walken. Continua a leggere “Christopher Walken: sardonico, eccentrico, iconico”

Annunci

La La Land: quando la colonna sonora sopravvive al film

lalaland-finalposter-cropped

Pochi sono i casi nella storia del cinema in cui un film viene ricordato più per la colonna sonora che per la trama o l’attore famoso: La La Land è uno di questi. Perché sì, ci sono dei volti noti (Emma Stone e Ryan Gosling) e la trama per quanto convenzionale è accattivante, ma è solo quando sentiamo Another Day of Sun che i nostri occhi si illuminano e pronunciamo: “La La Land!”, in un misto di orgoglio e gioia per averla riconosciuta.

Complici, forse, le numerose pubblicità che l’hanno adottata: in primis la Tim, che dopo aver scelto come testimonial il ballerino Sven Otten, ha deciso di aggiungere un’ulteriore elemento artistico, attingendo direttamente al film che ha vinto 6 statuette agli Oscar 2017 (seppur non quella per il Miglior Film). Ma si aggiungono anche Sky nel promuovere la sezione cinema, e addirittura Mediaset per lanciare il reality L’isola dei Famosi e dire: “finitela con questo cinema”. Che blasfemia.

Per quanto sia stata usata/sfruttata a sproposito, rimane il fatto che, ormai, sia diventata iconica. In passato ci sono stati dei casi simili, che è giusto ricordare: Greese con praticamente tutta la sua colonna sonora, ma citiamo We Go Together per metominia. E ancora Footloose nel film omonimo, What a Feeling in Flashdance, The Time of My Life in Dirty Dancing. Tutti film anni ’80 che avvalorano la tesi che sì, gli anni ’80 sono tornati di moda in tutto il loro sbrilluccichio.

Probabilmente La La Land entrerà nel parlato comune, anche tra coloro che magri non hanno mai visto il film o l’hanno odiato, grazie a questa canzone e qualche passo di danza in un vestito giallo copiato da Singing In The Rain. Dire che è riduttivo, vista la portata del film, è superfluo, ma oggigiorno, riuscire a far ricordare al pubblico il Laitmotiv di un film è già una conquista, di cui il cinema deve andar fiero.

4 film-simbolo del cinema Mexico, una sala “alla riscossa”

Michele Rho ha diretto il documentario “Mexico! Un cinema alla riscossa“, storia della mitica monosala milanese capace negli ultimi decenni di resistere, rimanere aperto e anche di lanciare film, mode e personaggi. Simbolo di tutti gli esercenti italiani che provano a fare cultura mostrando cinema di qualità, nonostante tutto. Abbiamo scelto alcuni titoli diventati emblema della storia del Mexico.

1- THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW

Continua a leggere “4 film-simbolo del cinema Mexico, una sala “alla riscossa””

Rileggendo “I’m Not There” di Todd Haynes

“(…) Se Dylan può dire che ‘quando mi sveglio sono una persona, e quando vado a dormire so con certezza di essere qualcun altro’, allora perché non scomporne vita, passioni e idee in tanti personaggi diversi, affidando ad ognuno il compito di raccontarne e di illustrarne un aspetto particolare? (…) Un omaggio pieno d’amore e di citazioni non sempre facilissime da decifrare (…) illuminato da un gruppo d’attori in stato di grazia, su cui svetta una straordinaria Cate Blanchett (…)” [Paolo Mereghetti, Corriere della Sera, 5/9/2007]

Continua a leggere “Rileggendo “I’m Not There” di Todd Haynes”