TFF35: Zombie e redenzione nella 35esima edizione

After Hours è la sezione, all’interno della 35esima edizione del Torino Film Festival, che potremmo definire di genere, horror ma anche splatter,  con film che farebbero invidia a Quentin Tarantino. Il primo da nominare è Les Affamés di Robin Aubert. Il film è costruito attorno ad una trama classica sull’apocalisse zombie: personaggi con un passato poco caratterizzato che fuggono da una cittadina, in questo caso canadese. Il contagio avviene sempre tramite un morso, ma si manifesta come una malattia: dopo qualche giorno di incubazione infatti, il contagiato comincia ad avvertire mal di testa e nausea e solo dopo qualche altro giorno di agonia si paleserà l’infezione.

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TFF5: Luoghi e memoria in ONDE

Il filo rosso che lega alcuni dei film della sezione Onde della 35esima edizione del Torino Film Festival è la coscienza che si ha di sé in quanto individui e quella che costruiamo con i luoghi che ci appartengono. I protagonisti di questi film sentono il peso della consapevolezza del sé e quella di appartenere ad un mondo che – però –  non li rispecchia veramente; l’unico modo per affrontare la realtà è quello di aggrapparsi ai ricordi personali e alla memoria collettiva del passato.

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TFF35: L’attore, ovvero l’inadeguato

Il provino è un passaggio cruciale per l’attore. Non è solamente quel lasso di tempo in cui si schiarisce la voce, fa un lungo respiro, si prende qualche secondo per concentrarsi e comincia ad affondare nelle parole e nei gesti, dicendo con tutte le parti del corpo: «sono io quello che cercate!». Il provino inizia dal momento in cui l’attore si presenta a quello in cui si congeda. La selezione andrà bene se sei simpatico, servizievole, paziente, se hai i capelli di quel colore, se sorridi in quel modo, se hai quella attitudine, se sei uscito fresco fresco dalla fantasia del regista e del casting director. Ah, certo, dimenticavo: se sei bravo, che, logicamente, è la cosa fondamentale. O almeno dovrebbe. Continua a leggere “TFF35: L’attore, ovvero l’inadeguato”

TFF35: The Disaster What?

di Francesco Ferraris e Cristian Vincis

Se Pirandello non aveva tutti i torti definendo l’umorismo come avvertimento del contrario, non è difficile capire perché l’inadeguatezza artistica sia da sempre trasversale motivo di ilarità. Ed Wood, in tal senso, è sicuramente l’esempio che meglio rappresenta questa categoria nel mondo del cinema: il regista statunitense, autore di capolavori del trash ormai assunti allo stato aureo di cult come Bride of the Monster (1955) e Plan 9 from Outer Space (1959), ha raccolto negli anni una schiera sempre più nutrita di ammiratori, al punto che nel 1994, circa vent’anni dopo la sua morte, Tim Burton realizzò un riuscitissimo film sulla sua vita. Destino analogo pare essere stato riservato a Tommy Wiseau, l’autore, regista, produttore e interprete principale di The Room (2003). La pellicola, considerata dalla maggior parte della critica, del pubblico e da chiunque provvisto di un minimo di senso critico “Il Quarto Potere dei film brutti” – secondo una celebre definizione di Entertainment Weekly – ha nel tempo attirato a sé un numero sempre più ampio di devoti.

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TFF35: Siamo solo chiacchiere e distintivo. Brian De Palma in pillole

Tanto, tantissimo si è scritto su Brian De Palma nel corso degli anni. Dai suoi esordi negli anni Sessanta fino ad oggi, il cineasta del New Jersey ha sfornato veri e propri cult della Settima Arte. Ma non siamo qui per fare l’ennesima disamina su uno dei registi più celebrati al mondo ma per fare un veloce giro tra alcune sue opere che hanno segnato generazioni di spettatori.

Diciamo che non è facile quagliare una serie di titoli senza correre il rischio di scontentare i più ma noi proveremo in questa “Missione Impossibile”. Accendiamo la miccia. Continua a leggere “TFF35: Siamo solo chiacchiere e distintivo. Brian De Palma in pillole”

TFF35: Dickens e l’invenzione del Natale

Chi non conosce Ebenezer Scrooge? Quel simpatico vecchino che minaccia i suoi dipendenti e rifiuta la carità agli indigenti di Londra durante le feste. Quello che ritroverà l’amore per l’umanità in seguito alla visita di quattro spiriti: l’ex socio Marley e i “Natali” passato, presente e futuro. Proprio lui. La reincarnazione della povertà di spirito secondo Charles Dickens nel suo Canto di Natale del 1843. Un’opera immediata, lineare, senz’altro moralistica. E subito popolare, in grado di attraversare indenne i decenni successivi prima sulla scena, poi in radio e al cinematografo. E infine, naturalmente, in televisione. Le versioni della storia, come le rivisitazioni, non si contano. Ma come è nato il progetto del romanzo? Ce lo racconterà The Man Who Invented Christmas (2017) del britannico Bharat Nalluri, proiettato nella sezione Festa Mobile del 35° Torino Film Festival. Continua a leggere “TFF35: Dickens e l’invenzione del Natale”

La Corea alla conquista del West

Parigi, la città dove “si può trovare la bellezza ad ogni angolo”, dicevano gli slogan delle manifestazione anni ’60. Ad ogni angolo si può trovare una galleria d’arte o un museo, dove sicuramente – nascosta dietro una teca di vetro – si trova l’opera più bella che possiate immaginare. Proprio girando gli angoli, non quadrati come a Torino, sono inciampata e ho scoperto un piccolo angolo di Corea in questa stupenda città: il Festival du Film Coréen à Paris (FFCP).

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