La grande abbuffata delle Serie Tv – 20 anni di Dawson’s Creek

Il teen drama della generazione anni Novanta festeggia le nozze di porcellana, dopo 20 anni Dawson’s Creek riunisce tutti i suoi fan ormai adulti davanti al piccolo schermo nell’attesa di sentire ancora una volta le note di I don’t want to wait di Paula Cole (ebbene sì questo è il vero titolo della canzone che tutti chiamavamo “anuuanawei”). Continua a leggere “La grande abbuffata delle Serie Tv – 20 anni di Dawson’s Creek”

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Mondi distopici e dove trovarli

In questo secondo appuntamento della rubrica Mondi distopici e dove trovarli si affronterà un tema principale e fondativo nella complessità delle visioni distopiche del mondo: il corpo.

Se nel primo appuntamento abbiamo affrontato il tema della riproduzione, forse è necessario fare un passo indietro e snocciolare le questioni che sono legate alla corporalità – o alle forme della corporalità –  che si potranno assumere in un ideale mondo futuro.

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“Parigi è sempre Parigi”(1951) di Luciano Emmer

12 mesi con 12 film di Luciano Emmer (Milano, 1918 – Roma, 2009)

Il secondo film di Luciano Emmer, Parigi è sempre Parigi (1951), segue il fallito progetto di una trasposizione del “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi prodotto da Roberto Rossellini. Il giovane milanese viene richiamato da Sergio Amidei insieme a parte del cast di Domenica d’agosto (1950) tra cui Franco Interlenghi e Marcello Mastroianni. Si aggiungono Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Lucia Bosè, Paolo Panelli… L’aiuto regia è nuovamente affidata a Francesco Rosi. Tutti in Francia! Continua a leggere ““Parigi è sempre Parigi”(1951) di Luciano Emmer”

Mondi distopici e dove trovarli

Mondi distopici e dove trovarli è il nome della rubrica dedicata all’analisi dei mondi distopici che conosciamo attraverso le diverse rappresentazioni cinematografiche che sono state prodotte negli anni. L’analisi verrà svolta intorno a tematiche generali che ritornano nonostante la diversa regia, e che accomunano le diverse rappresentazioni utopiche di questi mondi. Alcuni dei temi più sviluppati, come la costruzione di rapporti interpersonali tra gli individui, il cambiamento del sistema politico e sociale, lo sviluppo delle nuove tecnologie e l’architettura avanguardista, verranno analizzati nei suoi aspetti più profondi, partendo dalla particolare visione distopica del regista.

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Supereroi e superer(ror)i. Cinemacomics tra Capolavori e non

Diciamo pure che i fumetti ormai hanno quasi soppiantato la letteratura come fonte d’ispirazione per opere di celluloide. I nuovi protagonisti non arrivano dai romanzi ma dalle vignette e sono belli, con poteri enormi e il non facile compito di salvare il Mondo.  Quale macchina migliore del Cinema poteva metter su pellicola le gesta di questi moderni Ercole? Tra peripezie, scazzottate con il Cattivo di turno, belle e urlanti donne da salvare, negli ultimi decenni ne abbiamo visti tanti di Eroi sul grande schermo.

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I FILM DI XAVIER DOLAN

XAVIER DOLAN

di Giorgia Lodato

Xavier Dolan inizia la sua carriera nel cinema recitando prima in spot pubblicitari e cortometraggi, poi diventando il protagonista dei suoi stessi film. I primi lungometraggi del regista hanno un non so che di autobiografico e affrontano il delicato tema del rapporto tra madre e figlio, costante elemento dei suoi film.

Un altro tema di derivazione autobiografica è l’omosessualità: fin da J’ai tué ma mère Dolan interpreta un giovane ragazzo alle prese con la sua nuova sessualità e la difficoltà di farsi accettare dagli altri, in particolare dalla madre con la quale ha un rapporto molto burrascoso. Il tema viene ripreso anche nel suo secondo film  Les Amours imaginaires e sviscerato però in modo diverso : sessualità a confronto quella di un uomo e di una donna – amici – innamorati dello stesso ragazzo.

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“La Guerra dei Cafoni”, due chiacchiere con Daniele Di Gennaro

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di Matteo Merlano

Un film che parla molto di Storia e di ricordi d’infanzia. Il 1975 ha rappresentato molto per l’Italia: l’evasione di Curzio, gli Anni di Piombo, gli scioperi. Ambientare le storie di questi ragazzi in quell’anno è stato quasi necessario per la narrazione del film.”

Ha esordito così ai nostri taccuini il produttore Daniele di Gennaro che, insieme a Minimum Fax Media e ai registi Davide Barletti e Lorenzo Conte, ha portato lo schermo l’adattamento del romanzo di Carlo D’Amicis La Guerra dei Cafoni, che ci spedisce in un’assolata e torrida estate di metà Anni Settanta, in una Puglia che sembra tratta da uno strano e illuminatissimo Far West, in cui due gruppi di ragazzi mettono in scena quella che era la lotta di classe in un’Italia che si stava spaccando dopo gli anni del Boom. Continua a leggere ““La Guerra dei Cafoni”, due chiacchiere con Daniele Di Gennaro”