Quante volte hai cliccato sulla categoria “gay” di YouPorn?

Desolata di deludervi, ma non è un vero questionario sui vostri gusti sessuali multimediali. La vera domanda è un’altra: ma James Franco è gay o non è gay? Ma prima di ogni cosa, perché ci interessiamo fino a tale punto di cosa avviene nel letto e animo altrui?

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Cinema e tennis, amore all’improvviso?

Il cinema ha sempre faticato a raccontare “degnamente” lo sport, quale che fosse la disciplina prescelta: ci sono molti film su personaggi, veri o immaginari, ma in pochissimi casi le gesta sportive sono state degne dello spettacolo dal vivo… Ci sono sport più adatti (la boxe, dicono in molti), altri più complessi da rendere (il calcio, opinione diffusa), e altri quasi ignorati nonostante un elevato numero di appassionati in tutto il mondo. Quali? Il tennis, per esempio. Almeno fino all’anno domini 2017.

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Manifesto e marionette

La scorsa settimana, sugli schermi delle sale cinematografiche torinesi, tredici Cate Blanchett hanno dato voce a Marx, Tzara, Breton, Marinetti, Fontana, Von Trier e ad altri artisti e pensatori del Novecento. Mi sto riferendo a Manifesto, il film evento scritto, diretto e prodotto nel 2015 da Julian Rosefeldt, acclamato regista e video artista tedesco. Continua a leggere “Manifesto e marionette”

“La garçonnière” di Giuseppe De Santis

11 MESI PER 11 FILM DI GIUSEPPE DE SANTIS: “LA GARÇONNIERE” (1960)

Il nono film di Giuseppe De Santis esce in una stagione, il 1960, che vede spopolare la trinità del nostro cinema post-neorealista: Rocco e i suoi fratelli di Visconti, L’avventura di Antonioni e La dolce vita di Fellini. Luca Bandirali, nell’analizzare la pellicola per un libro collettaneo del 2007, osserva come «la differenza profonda con il cinema coevo» stia «nella lucidità dell’assunto ideologico e nella chiarezza d’intenti» e come, di fatto, l’autore tenda alla denuncia rispetto alla vicenda raccontata laddove i suoi colleghi partecipano la crisi dei rispettivi personaggi. «Il mondo narrativo desantesiano – prosegue lo studioso – è diviso fin dalle origini in classi; gli umili e gli oppressi, in questo mondo, rappresentano la forza storica del cambiamento; la borghesia cittadina de La garçonnièrie rappresenta, al contrario, un gruppo sociale regressivo, malato, decadente». Nell’esplicitazione di questo conflitto si trova il reale scarto.
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Viaggio nel Cinema di Almodóvar: Julieta

Un drappo di seta rossa che si alza e si abbassa a intervalli regolari, vibra, respira. È il rosso dell’abito della protagonista, ma anche della passione bruciante, del sangue, della colpa, del sipario a teatro, della tragedia greca che ispira da sempre il regista, Pedro Almodóvar, e che la protagonista tanto ama. Un nome, Julieta, e un primo piano ravvicinato (soluzione stilistica particolarmente amata dal regista) che lo associa immediatamente ad un volto.  Una statuetta di terracotta che raffigura un uomo seduto, senza braccia, il volto scomposto come in un’opera di Picasso. E poi lettere, articoli di giornale, libri, poster alle pareti, un mucchio di carta stampata che soffoca la vita di Julieta (Emma Suárez), una donna sulla cinquantina pronta a lasciarsi alle spalle la sua vita a Madrid per raggiungere il Portogallo insieme al compagno Lorenzo (Darío Grandinetti). C’è un breve dialogo tra i due, poi si stringono. Lui: “Grazie per non lasciarmi a invecchiare solo”, e lei: “Sei tu che non lasci sola me”.

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Dalla Rivoluzione d’Ottobre al Neorealismo

Una questione assai poco dibattuta sia in sede storiografica sia soprattutto in campo critico è il ruolo della cinematografia sovietica nella cultura italiana degli anni tra le due guerre. In particolare, non sembra voler riemergere la fascinazione che molti intellettuali mostrarono nei confronti dell’arte socialista. Il maggiore esperto dell’argomento in Italia è indubbiamente Gian Piero Brunetta, il quale già negli anni Settanta aveva individuato nella persona di Umberto Barbaro il tramite di una teorizzazione coerente e sistematica, sui presupposti di un realismo più sostanziale che di facciata, per un cinema italiano ancora tutto da farsi. Un lavoro che trovò persino applicazione diretta nel momento in cui questi divenne docente del Centro Sperimentale di Cinematografia, nato nel 1935.

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Film sotto l’ombrellone. La bella stagione al Cinema

Il sole, il caldo, le assolate spiagge o la città torrida. Anche l’Estate è stagione ricca di avventure cinematografiche, dove ogni genere trova il suo spazio e ogni emozione spicca il volo.

Pensiamo alla bella stagione e subito ci vengono in mente acque cristalline e cocktail ghiacciati, magari torniamo con la memoria agli anni liceali, nei quali all’ultima campanella dell’ultimo giorno, esplodevamo di gioia per i tre mesi di (compiti a parte) sollazzo che ci attendevano. La Settima Arte ha usato questa sorta di emozione comune in decine e decine di pellicole, mettendo al centro le follie estive di adolescenti o giovani adulti alle prese con avventure amorose o qualche guaio da cui cavarsi.

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