Mohabat e l’amorosa disfida

di Alessandro Arpa

Nelle steppe aride e desolate dell’Asia Centrale risuonano mistiche diplofonie. Il suono domina i vuoti e colora il cinereo paesaggio. Ed è proprio in queste magiche lande che è ambientato Bouzkachi – le chant des steppes di Jacques Debs. Il lavoro di Debs è un’opera non catalogabile. Non un documentario né un film di finzione. Continua a leggere “Mohabat e l’amorosa disfida”

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The Mission vs Silence, movie poster a confronto

di Marco Bellani

Impariamo fin da piccoli che né un libro, né un film si giudicano dalla copertina, o, parlando solo di pellicole, dalla locandina. Ma crescendo e frequentando librerie e sale di ogni tipo (commerciali, artigianali, affollate o sperdute), capita di superare quel dogma che come altri precorre il nostro giudizio. Così capiamo l’importanza della forma se diventa sostanza e riesce a veicolare messaggi tanto quanto un contenuto.

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Alien Covenant. A Maggio qualcuno potrà sentirti urlare (al cinema)

di Matteo Merlano

Lo scorso 25 Dicembre, giorno del Santo Natale, è stata per noi una giornata di letizia, di buona tavola, di affetto famigliare e nobili sentimenti. Nulla avrebbe potuto scalfire questa atmosfera idilliaca che solo le Feste possono regalare. Bene, La mattina del compleanno di Gesù Cristo (citando Full Metal Jacket), uno xenomorfo spietato, invisibile e assetato di sangue è entrato nelle nostre case lustrate a festa, e le tovaglie delle tavole imbandite si sono tinte di rosso sangue.

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La ballata porno tragica di Junnu

di Alessandro Arpa

Alla fine degli anni Sessanta, l’industria cinematografica nipponica fu colpita da una profonda crisi economica. Per sopravvivere, molte major dovettero cambiare politica ed optare per la produzione di lungometraggi erotici. Viene lanciata la moda degli ero-sen, la cosiddetta linea erotica dei pinku eiga. Non bisogna assolutamente commettere l’errore di paragonare i pinku eiga agli Adult Video occidentale poiché tra i due generi vi sono differenze notevoli. Il genere giapponese si basa, infatti, sulla sublimazione dell’erotismo resa possibile attraverso il mascheramento dell’atto sessuale (che non è mai esplicito) e rendendo il sesso un elemento imprescindibile della narrazione. Tra l’altro, esistono numerosi pinku d’autore che declinano il tema sessuale esaltandone la lotta ancestrale tra eros e thanatos. Continua a leggere “La ballata porno tragica di Junnu”

LETTERE ANONIME PER UN’ATTRICE

di Alessandro Amato

70 anni fa, di questi tempi, Alida Valli incontrava Alfred Hitchcock. L’occasione era quella delle riprese de Il caso Paradine, il primo di cinque film interpretati in lingua inglese.

Tutto ebbe inizio dalla corte sfrenata che il produttore David O. Selznick le aveva fatto a partire dal 1945. Valli preferì però firmare un contratto con la Minerva e restare in Italia, finché nel marzo 1946 Selznick pagò la penale con la casa italiana e ottenne il suo sì. Proprio una bella storia. Se non fosse che nel momento del ritiro del visto al Consolato degli Stati Uniti a Roma l’attrice conobbe l’umiliazione dell’epurazione tardiva: centinaia di lettere senza firma la accusavano di essere stata “amica” della famiglia Mussolini e di diversi ufficiali nazisti. Continua a leggere “LETTERE ANONIME PER UN’ATTRICE”

Voci umane… sempre presenti

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Nel 1930 Jean Cocteau scrisse un monologo destinato a entrare nella storia del teatro e, in misura minore, del cinema. La Voix Humaine, portato in scena inizialmente dalla Comédie-Française, ha infatti affascinato alcune delle migliori attrici di tutti i tempi: vi proponiamo sei interpretazioni del testo (alcune visibili integralmente online).

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Tra pellicce di volpi e corpi scannati, fiera delinque la donna

di Alessandro Arpa

Una delle pratiche più diffuse, a cui ricorre molto cinema documentaristico, è quella di condurre una meticolosa ricerca storica rispolverando tonnellate di materiali d’archivio, che siano stralci di giornale o documenti visivi. Ma si corre sempre un rischio quando si tenta di setacciare i ricordi o di tracciare percorsi nella memoria. Nella rievocazione si nasconde la sindrome del contaminatore. E nel cinema, il contagio e la prolificazione del morbo sono facilitati sia dagli slanci estetici del regista sia dalle scelte di montaggio. Ciò non avviene in Le scandalose. Women in crime di Gianfranco Giagni, un documentario atipico in cui si ripercorre lo sviluppo della società italiana dal dopoguerra fino agli anni Settanta attraverso il racconto di alcuni delitti commessi da donne. Continua a leggere “Tra pellicce di volpi e corpi scannati, fiera delinque la donna”