Buon Compleanno Belmondo!

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di Camilla Lasiu

Jean-Paul Belmondo è un figlio d’arte: madre pittrice e padre scultore, appartenenti alla borghesia francese anni cinquanta. Belmondo si tiene ben lontano dagli studi liceali e si lascia trasportare dalla passione per la boxe, che gli lascerà il ricordo di un bel naso rotto. Non a caso, nel 1978, lo scrittore Miro Silvera lo definì “un dio greco che aveva preso troppi pugni”.

Dalla sua esperienza di boxeur impara che ciò che lo spinge a combattere ogni volta è il desiderio di apparire tra gli altri, non tanto la vittoria. Così, grazie alle conoscenze del padre Paul, viene inserito nei corsi del Conservatorio Nazionale d’Arte Drammatica di Parigi. Al secondo tentativo riesce a diplomarsi come attore e ha inizio il suo apprendistato in teatro, per il quale recita L’avaro di Molière e il Cyrano de Bergerac di Rostand. Continua a leggere “Buon Compleanno Belmondo!”

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L’icona Brigitte Bardot

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di Giorgia Lodato

Brigitte Bardot, indossando in modo innovativo abiti e accessori degli anni ’60, è stata sicuramente un’icona della moda. Lo dimostrano anche le collezioni create ad hoc per lei, come quella della celebre maison Repetto – specializzata in scarpette da ballo – che ideò delle scarpe in controcorrente con le tendenze del momento, che fossero più flessibili e leggere per valorizzare la figura femminile. Come sostenne in varie interviste rilasciate ad Henry-Jean Servat che ha scritto un libro su di lei, Brigitte Bardot è consapevole di aver inventato uno stile, il cosiddetto stile Bardot, che prevede un’acconciatura a nido d’ape resa celebre dall’attrice nel film Voulez-vous danser avec moi? – tradotto in italiano Sexy Girl – del 1959 di Michel Boisrond, un giallo dalle tinte rosa dove viene fuori prepotentemente la bellezza dell’attrice.

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Klaus Kinski – La follia e il genio

di Cristina Colet

In occasione della serata Aiace-Carta Bianca e la proiezione di Nosferatu, il principe della notte (Nosferatu, Phantom der Nacht, 1979) in cui torna nuovamente all’azione la coppia Klaus Kinski-Werner Herzog riproponiamo alcuni estratti tratti dal documentario Kinski, il mio nemico più caro (1999), documentario che lo stesso Herzog realizzò per commemorare l’uomo e l’attore Kinski che gli ha dato nel corso della loro lunga collaborazione (ben 5 i film realizzati insieme) non pochi grattacapi.

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Ryan Gosling, l’attore dall’animo tenero

di Cristina Colet

Dopo il successo di Blue Valentine (di Derek Cianfrance, 2010), Drive (di Nicolas Winding Refn, 2011) e Solo Dio perdona (di Nicolas Winding Refn, 2013), Ryan Gosling è diventato uno dei volti più “cliccati” su internet, complice la faccia da bravo ragazzo e i modi gentili, ma soprattutto la rettitudine e il “savoir faire” dei suoi personaggi che hanno conquistato, in particolare, il pubblico femminile. Continua a leggere “Ryan Gosling, l’attore dall’animo tenero”

LETTERE ANONIME PER UN’ATTRICE

di Alessandro Amato

70 anni fa, di questi tempi, Alida Valli incontrava Alfred Hitchcock. L’occasione era quella delle riprese de Il caso Paradine, il primo di cinque film interpretati in lingua inglese.

Tutto ebbe inizio dalla corte sfrenata che il produttore David O. Selznick le aveva fatto a partire dal 1945. Valli preferì però firmare un contratto con la Minerva e restare in Italia, finché nel marzo 1946 Selznick pagò la penale con la casa italiana e ottenne il suo sì. Proprio una bella storia. Se non fosse che nel momento del ritiro del visto al Consolato degli Stati Uniti a Roma l’attrice conobbe l’umiliazione dell’epurazione tardiva: centinaia di lettere senza firma la accusavano di essere stata “amica” della famiglia Mussolini e di diversi ufficiali nazisti. Continua a leggere “LETTERE ANONIME PER UN’ATTRICE”

Marcello Mastroianni: un anti-divo per scelta

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di Cristina Colet

Nel ventennale dalla morte di Marcello Mastroianni, ripensando alla sua figura attoriale, all’icona di stile e al divo ricorrono prepotentemente etichette come latin lover, dongiovanni, seduttore, che lui ha sempre rifiutato cercando negli anni di consolidare l’immagine di anti-divo, calandosi rispettivamente nei ruoli di “cornuto contento” in Divorzio all’italiana (P. Germi, 1961), di impotente ne Il Bell’Antonio (M. Bolognini, 1961), di “casanova fallito” in Casanova ’70 (M. Monicelli, 1965), ingrassando, imbruttendosi, non temendo di scalfire agli occhi del pubblico l’ideale di bellezza maschile italiana. Mastroianni credeva nel mestiere di attore che faceva con grande umiltà e serietà, la sua carriera vanta oltre 160 film e tra questi vi proponiamo alcune delle sue interpretazioni più significative: Continua a leggere “Marcello Mastroianni: un anti-divo per scelta”