Christopher Walken: sardonico, eccentrico, iconico

Stiamo per parlare di uno degli attori che più hanno influenzato Hollywood dagli anni Settanta ad oggi. Una persona che ha usato spesso la sua immagine, non proprio rassicurante, per portare sullo schermo personaggi instabili, inquietanti, persino pericolosi. Un viso iconico per la Settima Arte: Christopher Walken. Continua a leggere “Christopher Walken: sardonico, eccentrico, iconico”

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Black is the new comedy. Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

di Silvia Villani e Cristian Vincis

Continua la scalata al successo del regista ed autore teatrale Martin McDonagh: giovedì 11 gennaio uscirà nei cinema italiani Tre Manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), la sua ultima fatica. Il film è stato presentato al Festival di Toronto, al Festival di San Sebastian e, per finire in bellezza, è stato in lizza per il concorso della 74ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia, dove ne è uscito vincitore con il premio per la migliore sceneggiatura (e sarà una sala AIACE, il cinema Nazionale, a ospitarne l’anteprima gratuita a Torino).  Continua a leggere “Black is the new comedy. Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”

The Family Man: concediamoci un po’ di dolcezza a Natale

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Il 22 dicembre 2000 usciva negli Stati Uniti The Family Man, titolo che detto così non richiama nulla alla memoria. Per intenderci, stiamo parlando di quel film di Natale con Nicolas Cage che vagamente somiglia a La vita è meravigliosa di Frank Capra. Ancora nulla? Non preoccuparti, è assolutamente normale. Non si tratta di uno strano film di nicchia coreano, il vero problema di questo film è che è assolutamente buonista e anonimo. Insomma il tipico film di Natale che si guarda dopo 5 ore di pranzo. Tuttavia si merita tutta la nostra attenzione perché ha avuto l’ardire di uscire nelle sale cinematografiche nel periodo natalizio, quando, ammettiamolo, la gente preferisce le commedie sessiste che si fingono apolitiche.

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Star Wars, non solo film ma fenomeno sociale ed economico

A long time ago in a galaxy far, far away“. Ebbene sembra davvero passato tanto, tanto tempo da quel lontano 1977, quando il mondo rimase sbigottito da una pellicola, firmata George Lucas, che è persino superfluo nominare tanto divenne iconica e celebre.

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TFF35: Siamo solo chiacchiere e distintivo. Brian De Palma in pillole

Tanto, tantissimo si è scritto su Brian De Palma nel corso degli anni. Dai suoi esordi negli anni Sessanta fino ad oggi, il cineasta del New Jersey ha sfornato veri e propri cult della Settima Arte. Ma non siamo qui per fare l’ennesima disamina su uno dei registi più celebrati al mondo ma per fare un veloce giro tra alcune sue opere che hanno segnato generazioni di spettatori.

Diciamo che non è facile quagliare una serie di titoli senza correre il rischio di scontentare i più ma noi proveremo in questa “Missione Impossibile”. Accendiamo la miccia. Continua a leggere “TFF35: Siamo solo chiacchiere e distintivo. Brian De Palma in pillole”

“We’ve Seen Things”: visioni da un Futuro ormai arrivato

Sembra ormai passato tanto tempo da quando nel lontano 1982 faceva la sua comparsa un film che diede una visione del Futuro non esattamente idilliaca, in un periodo in cui il mantra era il sorridere, sperare ed essere ottimisti, sempre.

Un Futuro che inquietava, intristiva, deprimeva negli anni dell’edonismo, dell’ostentazione, della speranza a tutti i costi. Ci vide lontano Ridley Scott? Esaminando il nostro pianetucolo diciamo che in molte cose ha visto lungo, altre le ha forse esagerate un po’, ma in generale il quadro poco edificante messo in scena tre decadi fa si è avverato (sovraffollamento, inquinamento, le megalopoli invivibili che si possono “ammirare” in Oriente o nel Sud America esistono, mancano forse i Replicanti, o forse no) e si ha l’impressione che il peggio debba ancora arrivare.

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Padre, madre e figlie: noi siamo i Deutch

In principio il cognome Deutch era (cinematograficamente) associato al solo nome di Howard, regista classe 1950 che iscrive il suo nome nella storia del cinema popolare USA con la sua opera prima, “Bella in rosa (Pretty in pink)” del 1986, tratto da uno script di John Hughes e interpretato dalla star del momento, Molly Ringwald.

Le commedie adolescenziali cambiano la vita di Deutch anche dal punto di vista personale: è il 1987, il regista è al lavoro sulla sua opera seconda, “Un meraviglioso batticuore (Some kind of wonderful)“, e si innamora – vita e sinossi che si intrecciano… – della sua co-protagonista, Lea Thompson (nota soprattutto per la sua partecipazione a “Ritorno al futuro“). I due si amano e si sposano, dal loro matrimonio nascono prima Madelyn e poi, nel 1994, Zoey, destinate a seguire la carriera di famiglia.

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