Dalla Rivoluzione d’Ottobre al Neorealismo

Una questione assai poco dibattuta sia in sede storiografica sia soprattutto in campo critico è il ruolo della cinematografia sovietica nella cultura italiana degli anni tra le due guerre. In particolare, non sembra voler riemergere la fascinazione che molti intellettuali mostrarono nei confronti dell’arte socialista. Il maggiore esperto dell’argomento in Italia è indubbiamente Gian Piero Brunetta, il quale già negli anni Settanta aveva individuato nella persona di Umberto Barbaro il tramite di una teorizzazione coerente e sistematica, sui presupposti di un realismo più sostanziale che di facciata, per un cinema italiano ancora tutto da farsi. Un lavoro che trovò persino applicazione diretta nel momento in cui questi divenne docente del Centro Sperimentale di Cinematografia, nato nel 1935.

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