SEEYOUSOUND – Ryuichi Sakamoto: Coda

Con un’unica data di proiezione, il Seeyousound ha portato nelle sale torinesi l’opera del regista Stephen Nomura Schible. Presentato in anteprima italiana come Fuori Concorso alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, il documentario Ryuichi Sakamoto: coda è il racconto di un genio della musica cinematografica e del suo intimo rapporto con la musica. Continua a leggere “SEEYOUSOUND – Ryuichi Sakamoto: Coda”

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SEEYOUSOUND – Radio Kobanî

Dopo i cruenti attacchi del 2014, la città di Kobanî è ridotta a un cumulo di macerie e corpi sepolti. Ma attraverso le onde radio tutti possono sentire la speranza grazie alla voce di Dilovan Kiko, che ha dato vita all’unica stazione radio della città. Il documentario Radio Kobani, portano in sala dal festival Seeyousound nella sezione RadioActivity, non racconta solo del ritorno della radio in una città sepolta a cielo aperto; ma racconta la guerra da vicino e osanna la speranza. Continua a leggere “SEEYOUSOUND – Radio Kobanî”

SEEYOUSOUND – England is mine, “l’Inghilterra è mia e mi deve un salario”

Il biopic non autorizzato e diretto da Mark Gill, England is mine, è uno dei lungometraggi più attesi della sezione Into the groove del festival Seeyousound e ne è testimonianza il suld out ottenuto lunedì sera.  Continua a leggere “SEEYOUSOUND – England is mine, “l’Inghilterra è mia e mi deve un salario””

SEEYOUSOUND – American Valhalla

Sabato 27 gennaio il festival Seeyousound ha presentato in anteprima italiana il documentario American Valhalla,  che permette di leggere il diario segreto di una delle più forti collaborazioni nella scena musicale odierna: quella tra l’idolo del punk Iggy Pop e Josh Homme dei Queens of Stone Age. Continua a leggere “SEEYOUSOUND – American Valhalla”

SEEYOUSOUND – Jugband blues, un trip sulle tracce di Syd Barrett

di Camilla Lasiu

Syd Barrett è il fondatore dei Pink Floyd, il simbolo del rock psichedelico e di tutto l’underground londinese anni ’60: Syd è un mito. LSD e troppo successo hanno portato il mito verso la deriva e tutta la musica lentamente si è spenta, ma forse c’è ancora qualcosa che deve essere scoperto e può esser scoperto solo tramite il viaggio nell’oceano allucinogeno della mente di Syd Barrett. Continua a leggere “SEEYOUSOUND – Jugband blues, un trip sulle tracce di Syd Barrett”

SEEYOUSOUND – Dryads, la musica per raccontare le nuove generazioni

di Giorgia Lodato

Una delle poche pellicole in concorso – nella sezione Long Play al festival Seeyousound – a non essere un documentario bensì una fiction è Dryads – Girl’s don’t cry. Sten Hellevig ha cercato di portare sullo schermo il rapporto che si instaura oggi tra le nuove generazioni e la musica, passando attraverso il loro approccio con le nuove tecnologie. Continua a leggere “SEEYOUSOUND – Dryads, la musica per raccontare le nuove generazioni”

SEEYOUSOUND – The Man from Mo’Wax

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di Giorgia Lodato

Il videoclip Gosh – in concorso nella sezione Soundies del festival SeeyouSound – crea l’atmosfera giusta per il film che verrà proiettato subito dopo, in quanto i bassi avvolgenti della musica di Jamie XX e le riprese degli spazi urbani maestose e imponenti di Romain Gavras, conducono lo spettatore in un’ atmosfera di suspence dai toni solenni.

Il tanto atteso documentario The man from Mo’Wax sul famoso James Lavelle è di fatto qualcosa di mastodontico, come lo è la sua durata. Il lungometraggio del regista Matthew Johns, segue la carriera dell’icona fin dai suoi primi passi a 15 anni a Londra e della fondazione dell’etichetta Mo’Wax da cui prende il titolo. Tramite una serie di testimonianze di artisti che hanno collaborato con lui, viene fuori il ritratto di un artista incompreso dal mondo dei produttori della musica.

Analizzata la situazione che portò alla rottura con DJ Shadow, James aka UNKLE, viene descritto come un artista venale che tiene più al suo prestigio che alla sua arte; ma la sua posizione cambia radicalmente da li a poco quando cade in un vortice di disillusione e problemi economici. Lavelle viene dipinto come una vittima dello star system che prima lo accoglie tra le sue braccia esaltandone le precoci capacità, e poi lo getta via accusandolo di non essere un vero artista, come dirà anche uno degli ultimi produttori con cui lavorerà: «James non bisogna nasconderlo, è un ottimo manager ma non è molto portato per la musica». Invece l’artista suscita moltissimo successo quando fa ballare milioni di persone al Fabric di Londra, fino a quando la droga non lo porta ad una trasformazione fisica ma anche artistica, che lo condurrà alla decisione di cantare pezzi rock melodici e anche in questo caso non verrà apprezzato.

La rivalsa di James arriva alla fine della sua carriera, come alla fine del documentario, quando finalmente può raccogliere il suo ego in una mostra che si è tenuta al Melthdown nel passato 2014.

Interessanti sono le parti in computer grafica che danno vita agli avatar creati dall’influenza di Blade Runner, dallo stesso Lavelle per il progetto UNKLE. Inoltre di notevole importanza è l’alternarsi di testimonianze riprese con camera fissa e le riprese originali di quegli anni che James faceva con una videocamera.